Sorry, you need to enable JavaScript to visit this website.

microRNA: biomarcatori di efficacia terapeutica della stimolazione magnetica transcranica nella malattia di Alzheimer

Un team di ricercatori ENEA della Divisione SSPT-BIOTEC ha pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Neurobiology i primi risultati del progetto DTA, realizzato in collaborazione con il Laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale della Fondazione Santa Lucia, che aprono nuove prospettive per l’identificazione di marcatori di efficacia terapeutica nella malattia di Alzheimer.

Risultati progetto DTA

Un team di ricercatori ENEA della Divisione SSPT-BIOTEC ha pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Neurobiology i primi risultati del progetto DTA, realizzato in collaborazione con il Laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale della Fondazione Santa Lucia, che aprono nuove prospettive per l’identificazione di marcatori di efficacia terapeutica nella malattia di Alzheimer.
La ricerca dimostra per la prima volta che la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) – una tecnica non invasiva già impiegata nel trattamento dei pazienti nelle fasi iniziali della malattia e associata a un miglioramento dei deficit cognitivi – è in grado di modulare specifici microRNA, piccole molecole che regolano l’espressione dei geni e svolgono un ruolo chiave nei processi di plasticità sinaptica, la capacità del cervello di modificare e rafforzare le connessioni tra i neuroni.
Nello studio i ricercatori ENEA hanno condotto esperimenti sia su cellule modello di Alzheimer sia sul siero di pazienti nelle fasi precoci della malattia, analizzandoli prima e dopo il trattamento con rTMS. I risultati hanno mostrato che la stimolazione è in grado di modulare l’espressione di specifici microRNA, riportando alcuni di essi verso livelli simili a quelli osservati nei soggetti sani.
L’analisi dei microRNA nel sangue dei pazienti ha inoltre evidenziato che alcune di queste molecole risultano associate al miglioramento cognitivo osservato dopo la stimolazione. Questo dato suggerisce che tali microRNA potrebbero diventare biomarcatori predittivi, utili per individuare i pazienti che rispondono meglio alla terapia.
Nel complesso, lo studio indica che l’analisi dei microRNA potrebbe rappresentare in futuro un elemento chiave per comprendere meglio la risposta alle terapie e per sviluppare strategie terapeutiche sempre più personalizzate nella malattia di Alzheimer.

 

Referenza

Casciati, A., Colantoni, E., Camera, F., Fratini, E., Casula, E. P., Mencarelli, L., Di Lorenzo, F., Bonnì, S., Koch, G., Tanno, B., & Merla, C. (2026). Deregulation of Synaptic Plasticity-Related MicroRNAs After Repetitive Transcranial Magnetic Stimulation in Alzheimer's Disease. Molecular neurobiology, 63(1), 442

Personale di riferimento: 
A cura di: 
Claudia Consales
Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2026